Domanda di: Flaviana Villa | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Fortunatamente gli smartphone possono correrci in auto anche in questo caso. Per evitare di dire che il bambino assomiglia a mamma o a papà, offendendo automaticamente l'altro genitore, si può usare l'app DNA Booth. Quest'app consente di sapere quale percentuale di somiglianza ha dal padre o dalla madre.
Tuttavia la natura ha cercato di ovviare a questa antica diceria con un piccolo stratagemma: spesso i bambini assomigliano al padre più che alla madre nel primo anno di vita. In realtà la ragione è da ricercare nel desiderio piuttosto radicato, soprattutto nelle madri, che la prole sia riconosciuta e quindi protetta.
È possibile che ciò sia legato all'evoluzione, ipotizzano i ricercatori statunitensi: infatti, mentre la madre sa sempre che il bambino è effettivamente il suo, il padre non può mai esserne davvero sicuro. Se tuttavia riconosce nel piccolo i tratti della sua fisionomia, può vivere la paternità in modo più intenso.
Questo significa che per i primi mesi ed anche anni il bambino vivrà emozioni ed esperienze molto forti legate alla mamma. Come detto il carattere si crea non solo con la genetica, ma anche con le esperienze. Per questi motivi la prima realtà che il bambino vive è attraverso la mamma.
Il riconoscimento vero e proprio di mamma e papà avviene però alla fine dei primi 3 mesi. Mentre, intorno al nono mese il neonato è in grado di rendersi conto di essere un piccolo esserino autonomo che riconosce non solo le persone più vicine a lui (mamma, papà e nonni) ma anche gli estranei.