Domanda di: Marianita Battaglia | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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PCR e PCT sono due esami del sangue particolarmente utili per verificare la presenza di infiammazioni o infezioni in corso e adottare la giusta risposta terapeutica. Sono entrambe proteine della fase acuta, prodotte dal fegato.
Valori superiori a 8 mg/L possono essere indicativi d'infiammazione e/o infezione batterica, richiedendo quindi eventualmente di capirne l'origine. ...
Basso rischio per valori inferiori a 1,0 milligrammi per litro (mg/l)
Il sintomo che caratterizza tutte le infezioni è la febbre, accompagnata spesso da stanchezza, malessere, dolori muscolari e ossei. Gli altri sintomi sono variabili e dipendono sia dal microrganismo sia dalle caratteristiche della persona colpita.
Come si capisce se l'infezione e batterica o virale?
Una differenza tra malattie virali e batteriche è quella relativa all'esordio delle manifestazioni cliniche: l'infezione virale in genere porta a un'impennata febbrile repentina e con temperature molto alte, il cui momento acuto dura in genere due o tre giorni e poi i sintomi tendono a scemare.
Quali sono le analisi per il test di infiammazione?
Particolarmente utili sono due esami del sangue, semplici e di facile esecuzione: la proteina C reattiva (PCR) e la procalcitonina (PCT), entrambe proteine della fase acuta, prodotte dal fegato. In corso di infezioni virali o infiammazioni non infettive, il livello di PCT aumenta leggermente (di rado supera 1 ng/mL).