Domanda di: Ing. Marcella Barone | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2023 Valutazione: 5/5
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In caso di scarsa attenzione all'igiene orale, la placca provoca la formazione del tartaro, una sostanza dura e resistente che si deposita nel solco gengivale, tra denti e gengive, sulla base. Il tartaro si riconosce perché ha un colore che va dal giallo al marrone e aderisce molto bene ai denti.
sopragengivale: il tartaro di questo tipo si presenta sotto forma di incrostazioni di colore bianco o giallastro che ricoprono il dente e l'orlo gengivale; sottogengivale: quest'altra tipologia, invece, si forma al di sotto della gengiva ed è molto più pericolosa del primo perché non è visibile ad occhio nudo.
La placca è descritta come una sensazione sfocata quando si strofina la lingua sui denti. È generalmente incolore, il che lo rende difficile da vedere. Il tartaro può sembrare ruvido e avere un aspetto giallo o marrone. La placca può essere rimossa dai denti con lo spazzolino quotidiano e l'uso del filo interdentale.
lavaggio con spazzolino, bicarbonato di sodio e un pizzico di sale grosso, seguito da risciacquo con abbondante acqua tiepida; scrub naturale con un mix di frutta e/o semi di sesamo, da applicare sulla superficie dei denti in prossimità delle macchie scure.
In questo caso la placca che non viene eliminata, può calcificarsi in corrispondenza delle gengive. Si forma il tartaro, una sostanza dura e giallognola difficile da rimuovere con lo spazzolino. Se il tartaro nei denti non viene rimosso periodicamente dall'igienista dentale, può compromettere la salute della bocca.