Domanda di: Sig. Edipo Sanna | Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2026 Valutazione: 4.2/5
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Un bite è posizionato correttamente se aderisce perfettamente senza causare dolore, pressione eccessiva o alterazioni dolorose del click mandibolare, permettendo una chiusura equilibrata dove i denti toccano contemporaneamente. I segnali di efficacia includono riduzione del dolore mandibolare, meno mal di testa e sonno migliore.
Quando un bite peggiora il bruxismo, le conseguenze possono essere devastanti. Dolori cronici, disfunzione dell'articolazione temporo-mandibolare, difficoltà nell'aprire la bocca, instabilità dentale, malocclusione secondaria, compromissione della qualità del sonno.
A lungo termine, l'utilizzo del bite, specie se non limitato agli orari notturni ma esteso anche alle ore diurne, potrebbe arrivare a modificare la posizione dei denti.
Dire che il bite può essere utilizzato per raddrizzare i denti è sbagliato. È vero, invece, che può servire per mantenerli dritti, dopo un percorso di ortodonzia, quindi per conservarne l'allineamento. Una volta che si sono ottenuti i denti dritti e sani che si è sempre sognato, bisogna saperli conservare.
In base alla patologia da trattare si utilizza di notte o tutte le 24 ore, togliendolo solamente per mangiare. Il bite ripete la forma dell'arcata sulla quale è posizionata, è di spessore variabile tra i 2 e i 6 millimetri, può essere liscio o indentato; quindi, non si deve confondere con le semplici mascherine.