È meglio pescare quando la marea aumenta o diminuisce, poiché questo cambiamento fa sì che le prede si spostino in massa e quindi sia un ottimo momento per l'alimentazione dei pesci costieri. La pesca sarà molto più dura durante la bassa o alta marea, quando c'è meno movimento dell'acqua.
È facilissimo, basta avere un orologio a portata di mano e contare quante onde si infrangono in un minuto. Se arriviamo a contarne al massimo cinque, vuol dire che il mare è calmo e dobbiamo concentrare la nostra battuta di pesca in tre zone: una secca, una foce di un fiume oppure una zona dal fondale misto.
I pesci abboccano di più prima dell'alba e appena dopo il tramonto, quando c'è abbondanza di cibo. A mezzogiorno, quando il sole è allo zenit, i pesci si ritirano in acque più profonde e fredde.
L'esca viva più utilizzata è senza dubbio il verme. Classificato come verme marino duro, il verme coreano è impiegato nel surfcasting. Un altro verme comune è il saltarello o trimullina, usato per la pesca da riva. Con queste due specie di vermi lunghi dai 6 ai 15 cm si possono pescare orate, sogliole e spigole.
Il mare mosso è certamente la condizione più impegnativa. Però è anche quelle con la probabilità di grandi prede più elevata. Richiedono tanti accorgimenti ma anche tanta esperienza. Gli accorgimenti li vedremo uno per volta, mentre per l'esperienza non posso fare altro che mettere la mia a vostra disposizione.