Capire se si sta fumando troppo implica monitorare sintomi fisici come tosse persistente, fiato corto, dolore toracico, stanchezza, oltre a segnali di dipendenza (fumo entro 5-30 minuti dal risveglio, incapacità di astenersi in luoghi vietati) e il superamento delle 10-20 sigarette al giorno. Anche poche sigarette (2-5) al giorno aumentano significativamente il rischio cardiovascolare e di mortalità.
Tra i fumatori sono assai frequenti le seguenti patologie: malattie respiratorie, come laringite o bronchite; disturbi digestivi come gastriti o bruciori di stomaco (ipercloridria); malattie cardiovascolari quali arteriosclerosi; e altre come l'angina pectoris o il cancro al polmone.
Il fumatore abituale è colui che dichiara di fumare regolarmente tutti i giorni. Ex fumatore è una persona che ha dichiarato di aver fumato in passato, sia tutti i giorni che occasionalmente. Per forte fumatore si intende una persona che fuma 20 e più sigarette al giorno.
Nella quasi totalità dei casi, tutti i fumatori dopo un'esposizione di almeno 20 anni al fumo di tabacco sviluppano bronchite cronica e/o enfisema polmonare, spesso anche in combinazione l'uno all'altro: basti pensare alla bronco-pneumopatia cronica ostruttiva, anche nota come BPCO.
I muscoli delle gambe (e talvolta delle braccia) ricevono meno sangue e quindi mancano di ossigeno e nutrienti. I muscoli degli arti sono sempre meno efficienti. La malattia occlusiva delle arterie periferiche è nota anche come PAVD. In termini profani è anche chiamata "gamba del fumatore" o "malattia della vetrina".