Domanda di: Samuel Cattaneo | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2026 Valutazione: 4.6/5
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Per capire se un asintoto è destro o sinistro, si analizza il comportamento della funzione ( 𝑓 ( 𝑥 ) 𝑓 ( 𝑥 ) ) quando la 𝑥 𝑥 tende all'infinito ( + ∞ + ∞ o − ∞ − ∞ ) per asintoti orizzontali/obliqui, oppure quando tende a un punto 𝑐 𝑐 da destra ( 𝑐 + 𝑐 + ) o da sinistra ( 𝑐 − 𝑐 − ) per asintoti verticali.
Gli asintoti verticali possono essere identificati calcolando i limiti di f(x) per x → a, a destra e a sinistra. Se entrambi i limiti sono infiniti, allora la retta x = a è un asintoto verticale per la funzione f(x). Poiché entrambi i limiti sono infiniti, la retta x = 0 è un asintoto verticale per la funzione f(x).
Data una retta r e una funzione f, si dice che la retta r è un asintoto per la funzione f(x) se la distanza di P dalla retta r (Pr) tende a O quando P si allontana indefinitamente lungo la funzione. Esistono 3 tipi di asintoti: - Asintoto verticale A.V. - Asintoto orizzontale A.O. - Asintoto obliquo A. Ob.
La retta x=a è un asintoto verticale per la funzione f(x) se almeno uno dei limiti destro o sinistro per x che tende ad a è divergente (fa più o meno infinito). I punti “candidati” a ospitare asintoti verticali sono quelli che non appartengono al dominio (buchi o estremi).
Si dice che la curva g (eventualmente grafico di una funzione di equazione y=f(x)) ammette la retta r come asintoto se la distanza del generico punto P della curva dalla retta r tende a zero quando P si allontana indefinitamente su g. Se allora la retta di equazione x=c è asintoto (verticale) della funzione.