Domanda di: Ing. Kristel Palmieri | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
(61 voti)
Al di là dei valori numerici, una candela si dice "calda" se ha bassa attitudine a disperdere calore, ed è idonea per motori di bassa potenza; si dice, invece, "fredda" se ha buona attitudine a disperdere calore ed è idonea per motori di elevata potenza.
Al contrario, se la candela é troppo fredda, il motore non riuscirà a bruciare tutta la miscela aria/combustibile e inizieranno a formarsi depositi di materiale incombusto che, con il passare del tempo, sporcherà definitivamente la candela inibendone la sua funzionalità.
La temperatura che può raggiungere la fiamma di una candela è di 1400 °C nel punto più caldo e di 500 °C nei punti più freddi. La parte più calda è quella alla base della fiamma, di colore blu, che ha a disposizione una maggiore quantità di ossigeno.
La combinazione di lettere (1-4) che precede il numero del grado termico indica il diametro della filettatura, il lato dell'esagono e il tipo di disegno. La 5a posizione (numerica) indica il grado termico. La 6a lettera indica la lunghezza della filettatura.
Per verificare il corretto funzionamento delle candele occorre procurarsi uno spessimetro e con quest'ultimo misurare la distanza che intercorre fra una candela e l'altra. Qualora essa dovesse corrispondere a sette millimetri significa che le candele risultano complessivamente in buono stato.