Oltre al classico esame organolettico che prende in considerazione gusto, vista e profumi del vino, per riconoscere la qualità di un buono spumante è fondamentale esaminare le bollicine. Più le bollicine sono piccole, fitte e con un moto ascensionale lento ma costante, più lo spumante è di qualità.
In realtà nelle bottiglie di spumante non è indicata una vera e propria scadenza, ma solo una data indicativa e il produttore consiglia un consumo entro tale data. Questo solo perché superato quel tempo massimo non potrebbero più essere garantite al 100% le caratteristiche organolettiche del prodotto.
In generale possiamo affermare che gli spumanti dolci e aromatici possono essere conservati per un tempo massimo di un anno dal loro imbottigliamento mentre quelli Brut per un massimo di due anni. Lo spumante metodo classico, ad esempio il Franciacorta, si può conservare fino ai quattro anni dall'imbottigliamento.
Gli spumanti dolci e aromatici (Asti o Brachetto) possono essere conservati per un tempo massimo di un anno dal loro imbottigliamento. Gli spumanti Brut, come ad esempio il Prosecco, andrebbero consumati al massimo entro 2 anni.
Per gli spumanti se le bollicine sono rare e discontinue vuole dire che è andato a male. Usate l'olfatto. Avvicinate il bicchiere di vino al naso; se l'odore è simile all'aceto, muffa o all'odore di zolfo significa che il vostro vino non è più buono, probabilmente a causa di una cattiva conservazione.