Domanda di: Ing. Kai Benedetti | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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La via meno onerosa e più semplice è recarsi in Comune e mediante una specifica richiesta di acceso agli atti farsi dare una copia della documentazione allegata alla fine lavori ed alla richiesta di abitabilità: lì troverete le certificazioni.
Come certificare un impianto elettrico già esistente?
Per fare la certificazione impianti elettrici esistenti invece, si utilizza la DiRi (Dichiarazione di Rispondenza). Questo sarà il documento che l'installatore ti rilascerà dopo aver modificato solo in parte il tuo impianto elettrico, senza rifarlo da zero.
La prima certificazione di un impianto elettrico è la Dichiarazione di conformità alla regola d'arte (abbreviata in “DiCo” o “DICO”). Al termine dei lavori l'impresa installatrice rilascia una dichiarazione per garantire che l'impianto sia stato realizzato secondo le regole tecniche, e sia quindi a norma.
Chi può certificare un impianto elettrico? Questo compito spetta alla ditta che ha svolto il lavoro e saranno il rappresentante legale dell'impresa e il responsabile tecnico a firmare e timbrare la dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico.
Come fare se manca la dichiarazione di conformità?
Ci si può rivolgere all'impresa che l'ha rilasciata in origine, oppure si può provare a richiedere una copia allo Sportello unico per l'edilizia del comune in cui è situato l'impianto in questione: dovrebbe infatti essere stata qui depositata una copia della certificazione al momento della redazione.