Negli anni '50, le case venivano costruite prevalentemente con materiali locali come tufo, pozzolana e mattoni, spesso con l'uso limitato del cemento, sostituito da malte di gesso. Le strutture presentavano muri portanti spessi, solai in graniglia, impianti idraulici/elettrici esterni a vista e riscaldamento assente, prediligendo corridoi centrali lunghi.
Tuttavia, è stato senz'altro un buon punto di partenza. Nello specifico, questo popolo usava la malta di gesso, che si rivelava molto utile per la realizzazione dei paramenti murari nei conci di pietra. D'altra parte, anche i Romani utilizzavano un efficiente legante, ovvero la calce aerea.
Si definisce durabile una costruzione in calcestruzzo armato con una vita utile di servizio di almeno 50 anni. Tuttavia, per opere di una particolare importanza strutturale o sociale si può raddoppiare la vita utile di servizio aumentando il copriferro di almeno 10 mm.
Quando si è iniziato a costruire con il cemento armato?
Il cemento armato entrò nelle tecniche costruttive grazie a una serie di ricerche scientifiche condotte nell'Ottocento. Uno dei primi tentativi risale al 1850 quando l'architetto francese Lambot condusse delle ricerche per costruire una trave di cemento dotata di un'armatura di ferro.