Il trattamento attivo più comune consiste nell'applicazione di ittiolo e/o di disinfettante, al fine di far maturare il foruncolo e favorire la fuoriuscita del pus; si tratta tuttavia di un'attività supportata tuttavia più dalla tradizione che non da una reale ed abbondante letteratura a sostegno.
Per favorire una riduzione del volume (ossia sgonfiare un brufolo sottopelle) può essere utile l'applicazione di un cubetto di ghiaccio che possa indurre un contenimento dell'infiammazione, mentre altri specialisti ritengono più utile il ricorso al calore, in forma di impacchi caldo-umidi (applicando per esempio una ...
Il pus è infatti prodotto dalla rottura delle cellule infiammatorie durante la battaglia ingaggiata dall'organismo contro un'infezione. L'occlusione dei pori porta all'accumulo di sebo e di batteri che infine risulta nella formazione della pustola. Le pustole possono fare male di per sé o essere dolenti al tatto.
L'applicazione di calore all'ascesso può aiutarlo a ridursi e drenare. Il modo più utile per applicare il calore è di fare un impacco caldo sull'ascesso. Si può fare un impacco caldo facendo scorrere acqua calda su un asciugamano per il viso e piegandolo prima di posizionarlo sull'ascesso.
Una crema contenente acido salicilico o perossido di benzoile. Questi due elementi sono in grado di uccidere i batteri responsabili della comparsa del brufolo e favorire il rinnovamento delle cellule epidermiche. Applicane una piccola quantità sulla zona interessata e lascia agire per tutta la notte.