Il contribuente che si rendesse conto che l'avviso di accertamento è affetto da un vizio così evidente che lo stesso Ufficio, nel riesaminare la posizione fiscale, possa rettificare il proprio operato, può presentare istanza di autotutela all'Agenzia delle Entrate.
Il contribuente che ritenga l'avviso di accertamento illegittimo o infondato può rivolgersi al Giudice tributario, rappresentato dalla Commissione Tributaria Provinciale. Il ricorso dovrà essere proposto entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso di accertamento (art. 21, D. Lgs.
L'avviso di accertamento emesso prima della scadenza dei 60 giorni (tecnicamente chiamato «accertamento ante tempus» è nullo, salvi i «casi di particolare e motivata urgenza» che l'Ufficio deve dimostrare.
Cosa fare quando arriva un avviso di accertamento?
Il ricorso
Contro l'avviso di accertamento è possibile ricorrere alla Commissione tributaria provinciale (Ctp) territorialmente competente. In sintesi, il ricorso va notificato, entro 60 giorni dalla data della notifica, all'Ufficio provinciale - Territorio che ha emesso l'avviso di accertamento.
Di solito il Fisco mette in moto il processo che porta il contribuente a subire un accertamento fiscale, quando nota delle incongruenze tra le informazioni che riceve dalle varie “fonti di notizia”. Ciò fa presupporre delle possibili dichiarazioni mendaci e di conseguenza gli ispettori vanno a dare un'occhiata.