La celebre risposta «Obbedisco!» fu scritta da Giuseppe Garibaldi in un telegramma inviato il 9 o 10 agosto 1866, durante la Terza guerra d'indipendenza, non a Teano come spesso si crede. Il telegramma era la risposta al generale Alfonso La Marmora, che gli ordinava di ritirarsi dal Trentino, ponendo fine alla sua avanzata contro gli austriaci.
Obbedisco. È il 10 agosto 1866 quando Giuseppe Garibaldi, in un telegramma in risposta al generale Alfonso La Marmora, scrive il celebre “obbedisco”. Siamo durante la Terza guerra d'indipendenza e Garibaldi sta avanzando verso Trento contro l'Austria.
"Obbedisco" è il contenuto del telegramma scritto da Giuseppe Garibaldi, allora capo del Corpo Volontari Italiani, il 9 agosto 1866, in risposta al generale Alfonso La Marmora, che gli aveva intimato di fermare la sua avanzata verso Trento contro gli austriaci nella terza guerra di indipendenza.
Come fu spedito Obbedisco da Garibaldi a Vittorio Emanuele?
A Teano Garibaldi obbedì al re nell'interpretazione degli studiosi, obbedì nella prolusione del Presidente del Senato della Repubblica, obbedì nella vulgata corrente, obbedì, buon ultimo, nello striminzito pezzullo del sottoscritto!
#AccaddeOggi – 26 ottobre 1860, Giuseppe Garibaldi incontra il re Vittorio Emanuele II a Teano (Caserta) e, secondo una leggenda, pronuncia la parola “Obbedisco!”.