Gli antichi Egizi dormivano su letti rialzati in legno, spesso inclinati con una tavoletta ai piedi per evitare scivolamenti, o su stuoie a terra. Invece di cuscini morbidi, usavano poggiatesta di legno o pietra per sostenere il collo, mantenere fresche le acconciature e proteggersi dagli insetti. Il riposo era spesso all'aperto per il caldo.
Pratiche del sonno: gli Egizi preferivano dormire su un fianco, con le braccia incrociate sul petto in una posa che ricordava la resurrezione di Osiride, a simboleggiare rinascita e rinnovamento. Credevano che questa posizione facilitasse il viaggio dell'anima attraverso il regno dei sogni e l'aldilà.
Il cosiddetto “metodo egiziano” prevede di bagnare un lenzuolo in acqua fredda, centrifugarlo in lavatrice per eliminare tutta l'acqua in eccesso e utilizzarlo come coperta. Per evitare il contatto con la parte umida, utilizza un ulteriore lenzuolo o un asciugamano da frapporre tra te e il lenzuolo umido.
Gli operai e le persone meno specializzate avevano di solito abitazioni con uno o due ambienti al massimo, e spesso i loro occupanti dormivano all'aperto utilizzando l'abitazione come deposito. In ogni caso veniva suggerito di mantenere la massima pulizia all'interno delle case.
I posti di agiamento nei castelli e nelle piazzeforti, costituiti da un banchetto-sedile di pietra con un foro di evacuazione, vengono organizzati in “ritirata” (in luogo appartato) all'interno delle spesse muraglie, sia per comodità, sia per discrezione.