Domanda di: Vienna Villa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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I primi letti dell'epoca neolitica (la cosiddetta età nuova della pietra, oltre 14.000 anni fa) possono essere descritti come un cumulo di foglie secche e paglia. Il cumulo era ricoperto di pelli animali e sollevato dal terreno per dormire tranquillamente, evitando l'umidità e l'aggressione degli insetti.
I gruppi di uomini primitivi durante il sonno venivano confortati dai respiri degli altri appartenenti alla famiglia, dai vagiti dei piccoli, dai rumori del bestiame, dal crepitio del fuoco tenuto acceso per allontanare gli insetti e intimorire i predatori.
Questi letti “primitivi” non erano sicuramente molto confortevoli, probabilmente si trattava di mucchi di paglia o foglie, che venivano posti su piani alzati, una sorta di base quindi, per evitare di rimanere tutta la notte a contatto con il suolo freddo.
La straordinaria quantità di prove storiche ha provato che nel passato non dormivamo le classiche 7-8 ore di sonno, ma suddividevamo il riposo notturno in 2 fasi distinte, il cosiddetto “sonno bifasico”. I nostri antenati si svegliavano durante la notte per svolgere alcune attività, per poi tornare a dormire.
Gli uomini primitivi dormivano all'aperto o si rifugiavano nelle caverne. Quando erano in viaggio dormivano addirittura sugli alberi. Pian piano impararono però a costruire capanne di legno e foglie o anche di ossi e pelli di animali. Vivevano in gruppi perché insieme era più facile cacciare e difendersi.