Tra gli scenari che guardano al futuro, sembra sempre più evidente un passaggio dal greggio allo sfruttamento di fonti energetiche quali il gas e il carbone. Ma non è finita: dopo di esse, l'obiettivo vero resta quello di riuscire a passare direttamente all'energia solare e all'eolico.
Il problema principale non sarebbe la produzione di energia (per la quale si possono trovare altre soluzioni, anche se non ugualmente convenienti), ma l'impossibilità, per l'industria chimica, di utilizzare i derivati del petrolio.
Le fonti di energia alternativa non mancano, e quelle su cui puntare sono sicuramente le rinnovabili e il nucleare. Tutte le fonti fossili infatti, essendo non rinnovabili, seguono la teoria di Hubbert, quindi anche lo sfruttamento del gas naturale non può essere la soluzione definitiva.
Perché il petrolio non finisce mai? La distribuzione geografica delle riserve mondiali di petrolio non è mai stata uniforme: i giacimenti si trovano principalmente in Medio Oriente, poi in Sud America – soprattutto in Venezuela – e in Nord America (in Europa poco o punto).
Lo stato attuale della conoscenza del sottosuolo induce ad un conteggio tecnico di 50 anni, ma le riserve di greggio potrebbero durare per altri 70 anni a fronte dei consumi attuali.