Il poeta, secondo Rimbaud, deve coltivare sistematicamente le sensazioni estreme, la "sregolatezza di tutti i sensi", per poter giungere all'Ignoto e creare del "nuovo".
Perché secondo Rimbaud il poeta deve essere veggente?
Rimbaud: Il faut être voyant ( “Bisogna essere veggente”)
Per giungere a un tale risultato è necessario che il poeta si imponga un lungo, immenso e ragionato regolamento di tutti i sensi e provocare con tutti i mezzi le esperienze capaci di arricchire la sua visione: è solo così che diventerà veggente.
Perché Rimbaud si definisce poeta veggente e cosa significa essere un poeta veggente? Il termine veggente indica colui che è in grado di vedere il futuro, una sorta di profeta della poesia. Rimbaud facendo spesso utilizzo di droghe e di sostanze allucinogene avverte delle sensazioni premonitrici.
In Italia, sull'onda del mito romantico del reprobo, definito anche Maledettismo, viene a svilupparsi la Scapigliatura, movimento a cui appartengono, tra gli altri, i poeti Emilio Praga, Vittorio Imbriani, Giovanni Camerana, Iginio Ugo Tarchetti, Carlo Dossi, Antonio Ghislanzoni e Arrigo Boito.
Con Una stagione in inferno nel 1873 e Lettere del veggente nel 1886, Rimbaud abbandona la poesia in versi. Rimbaud crea un universo magico, un'opera favolosa dove il sogno e la realtà si confondono, attraverso architetture immaginarie e momenti di estasi e di libertà.