Domanda di: Dr. Fernando Conte | Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2026 Valutazione: 5/5
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La considerazione della donna nell'Islam è un tema complesso, basato sull'uguaglianza spirituale di fronte a Dio, ma con ruoli e responsabilità sociali differenti rispetto all'uomo, secondo il Corano. Sebbene le scritture garantiscano diritti come l'educazione, la proprietà e il consenso al matrimonio, la pratica varia notevolmente tra i paesi musulmani, oscillando tra interpretazioni emancipatorie e forme di tutela patriarcale o restrizioni, come l'uso del velo, in base a interpretazioni conservative della Shari'a.
Sono numerosi gli ambiti in cui la donna è sottomessa all'uomo, secondo la tradizione islamica. Tra questi menzioniamo: l'obbligo di monogamia, il divieto di sposare uomini di altra fede, il divieto di ripudio, l'asimmetria di accesso al divorzio, di concessione dei figli e di eredità.
Nell'Islam, come nel Cristianesimo, l'uomo e la donna sono entrambi creati da Dio, ma i generi maschile e femminile hanno un'origine comune e la donna non viene “plasmata” con una costola dell'uomo: di conseguenza non vi è alcun riferimento ad una pretesa priorità o superiorità maschile.
In base al Corano, il testo sacro islamico, le donne sono uguali agli uomini di fronte ad Allah. La Shari'a (Legge islamica) stabilisce delle differenze tra i ruoli di genere, i diritti e i doveri della donna e dell'uomo.
Tra le disposizioni più significative, la legge impone alle donne di coprire il corpo e il viso quando si trovano in pubblico e limita le loro uscite di casa ai soli casi di necessità. Inoltre, le donne non possono indossare abiti aderenti o corti, né possono cantare, recitare o leggere ad alta voce in pubblico.