Domanda di: Fortunata De rosa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2026 Valutazione: 4.5/5
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Il celibato obbligatorio per i preti nella Chiesa cattolica latina è nato per esigenze morali e disciplinari, consolidandosi tra l'XI e il XII secolo per contrastare il concubinato del clero (nicolaismo) e la simonia, garantendo che i beni della Chiesa non venissero ereditati dai figli dei sacerdoti. Sebbene esistessero antiche raccomandazioni di continenza (come al Concilio di Elvira del IV secolo), l'obbligo definitivo fu sancito dai Concili Lateranensi del 1123 e 1139, rendendo i matrimoni dei chierici invalidi.
Il celibato è una norma di diritto ecclesiastico (non di diritto divino) ma che trova delle motivazioni teologiche nella tradizione apostolica del Vangelo, pertanto, è stata positivizzata definitivamente nel Concilio Lateranense IV del 1215 dove si sottolinea lo stretto legame tra sacerdote ed Eucaristia.
Da parte della Chiesa cattolica si indica come motivo della prassi il dovere dei chierici della Chiesa latina di osservare la continenza perfetta e perpetua per il regno dei cieli.
L'obbligo del celibato per tutti gli ordinati in sacris esiste nella chiesa cattolica latina, ai sensi del can. 1042, § 1, CIC. Si fa risalire al Concilio Lateranense II del 1139 la dichiarazione sull'illeceità e invalidità dei matrimoni degli ordinati in sacris.
Perché i preti non possono avere rapporti sessuali?
Il celibato è segno di una libertà, che è per il servizio” (Giovanni Paolo II, Lettera ai sacerdoti, Giovedì Santo 1979). Non si tratta quindi di una libertà funzionale, né di questione di tempo da dedicare ma è una questione di libertà del cuore. La Chiesa, corpo mistico e inquieto, è una sposa fedele ed esigente.