Domanda di: Dr. Kai Ferraro | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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I Romani generalmente impiegavano i mattoni interi o li riducevano, con la martellina, in forma triangolare [2]. Nell'antichità si riscontra sia la malta di terra, in cui le proprietà “leganti” erano affidate all'argilla, che quella di calce.
La tecnica, che si prolunga per tutto il IV sec, è tipica a Roma nel periodo di Massenzio e Costantino. Opus spicatum, era formato da mattoni posizionati a spina di pesce. Opus teastaceum, era costruito con mattoni cotti, che erano prediletti dai romani.
Il laterizio romano era realizzato con argilla, decantata e depurata in acqua e sgrassata con l'aggiunta di sabbia, secondo un procedimento simile a quello utilizzato per la ceramica, in particolare per quella d'uso comune come ad esempio le anfore da trasporto.
I romani prediligevano la calce pura (grassa), senza presenza di impurità argillose, e per ottenere la malta idraulica utilizzavano calce e pozzolana; per ottenere una malta impermeabile utilizzavano il cocciopesto, malta a cui aggiungevano della polvere ottenuta dalla frantumazione di materiali di argilla cotta quali ...
L'opus reticolatum era un paramento(altro nome dato alle opere murarie) regolare sistemato su un reticolato prefissato. L'opus mixtum era la fusione tra opus incertum ed opus reticulatum. L'opus vittatum é composto invece da mattoni di argilla sistemati secondo un ordine preciso.