Firmare un mandato, o lettera di incarico, richiede la sottoscrizione di entrambe le parti (mandante e mandatario) per validità legale, preferibilmente con firma autografa (nome e cognome, spesso sotto la riga) o digitale (eIDAS). È fondamentale che il documento contenga la descrizione dell'incarico, i compensi e le firme in calce.
Il mandato è il contratto con cui una parte (il mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra parte (il mandante). Si tratta di un contratto consensuale, bilaterale, ad effetti obbligatori e di natura personale.
Come si può verificare in un qualsiasi manuale di "galateo linguistico", quale per esempio Il Salvaitaliano di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, quando si firma un documento bisogna mettere prima il nome e poi il cognome (es. Mario Rossi).
È buona norma, in generale, non firmare sopra la scritta stampata del nome; si firma sopra se la firma è tra parentesi, sotto se nome e cognome sono scritti senza parentesi. I titoli professionali, o le loro abbreviazioni, non vanno mai inserite nella firma.
E giungiamo alla firma. Nella lettera personale, nella corrispondenza privata, firma in basso a destra. In quella d'ufficio, il titolare della carica accompagna sempre la propria firma con l'indicazione a stampa di titoli e generalità. Si può scegliere di firmare sotto o sopra il nome.