Generalmente nella formazione degli aggettivi non inseriamo o togliamo alcuna lettera, si aggiunge semplicemente il suffisso alla fine della parola. Esistono comunque alcune eccezioni: Raddoppiamo una consonante prima di aggiungere y quando la parola termina in vocale seguita da una consonante su cui cade l'accento.
Gli aggettivi qualificativi (come bello, buono, feroce, giallo, alto e così via), che appunto danno informazioni su caratteristiche e qualità di un nome. Gli aggettivi determinativi (come suo, quella, tanti, dodici e così via), che indicano uan caratteristica specifica del nome cui si riferiscono.
L'aggettivo è una parte variabile del discorso che esprime gli attributi di qualità, quantità ecc. della persona o della cosa indicata dal sostantivo a cui si riferisce. Gli aggettivi si distinguono comunemente in ➔qualificativi e ➔determinativi (o indicativi). Paolo corre forte.
La forma dell'aggettivo è strettamente vincolata al nome cui si riferisce, con cui concorda in genere (maschile o femminile) e in numero (singolare e plurale): un panciotto "attillato", una stoffa "multicolore", dei punti "gialli".
In italiano l'aggettivo si trova di solito dopo il nome: un libro nuovo; è possibile però anche l'ordine inverso: un bel film. In genere l'aggettivo che precede il nome ha una funzione descrittiva, mentre quello che segue il nome ha una funzione restrittiva.