Il permesso per motivi personali o familiari è un'assenza retribuita, solitamente pari a 3 giorni all'anno (o 18 ore in alcuni CCNL), garantita dai contratti collettivi per esigenze documentabili, anche tramite autocertificazione. Non richiede una giustificazione specifica nel dettaglio, purché la motivazione sia reale, e non può essere arbitrariamente negato dal datore, salvo comprovate esigenze produttive.
Come si giustifica un permesso per motivi personali?
Per giustificare un'assenza per motivi personali, devi presentare una richiesta scritta al datore di lavoro o alla scuola, indicando la motivazione in modo generico (es. "motivi personali/familiari") tramite un'autocertificazione, senza entrare nel dettaglio dei fatti, in quanto questi permessi sono un diritto e l'ente non può sindacare nel merito, se non in casi eccezionali. Per le assenze più lunghe, specialmente nel mondo scolastico, è spesso richiesto un certificato medico (inviare all'INPS) oltre alla giustificazione dei genitori, e le regole variano in base alla durata dell'assenza.
Quanti giorni si possono prendere per motivi personali?
l'art 15, comma 2, primo periodo, esplicita chiaramente che il diritto ai tre giorni di permesso per motivi personali o familiari (norma comune per il personale docente ed ATA) è subordinato ad una richiesta (…a domanda) del dipendente documentata “anche mediante autocertificazione”.
Quanti giorni prima va chiesto il permesso per motivi personali?
La richiesta dovrà essere inviata su Sportello digitale 5 giorni prima della fruizione dell'assenza allegando un'autocertificazione in cui si espliciti la motivazione. Nelle note va indicata la motivazione dell'assenza.
Il genitore (o tutore legale) dovrà giustificare l'assenza con autocertificazione redatta sul modello 4 e che attesta l'assenza per motivi familiari (il modello 4 è denominato "Autocertificazione per il rientro in caso di assenza NON dovuta a malattia. pdf" ed è scaricabile in fondo alla pagina).