La mente mafiosa si basa su un fondamentalismo psichico: quello di un sociocentrismo perverso che fa coincidere la famiglia interna (psichica) con quella esterna del gruppo (mafiosa). In tal modo l'identità personale viene annullata: ogni singolo mafioso non riesce a prendere nessuna decisione autonoma.
Il mafioso è caratterizzato da una infinita volontà di dominio. Non vuol realizzare un progetto, un sogno, il suo scopo è acquistare sempre nuove cariche e quindi sempre nuovo potere su altri uomini che poi tratterà come burattini, come servi. Questo tipo umano si è addestrato a mentire, a dissimulare le sue emozioni.
Le attività maggiormente svolte sono: narcotraffico, prostituzione, omicidio, traffico di armi, contrabbando, usura, estorsione, gioco d'azzardo e riciclaggio di denaro.
Queste famiglie sono organizzate secondo un modello piramidale, gerarchico con una elevata verticalizzazione e suddivisione dei poteri (dal picciotto al capofamiglia). Esiste cioè un vertice all'interno della famiglia costituito dal rappresentante che è il capo della famiglia e la rappresenta verso cosa nostra.
Sono sicuri di sé, persuasivi e in grado di mettere in una posizione di debolezza i loro avversari, o disarmarli emotivamente, spesso non riconoscono i diritti degli altri, il che rende ammissibili comportamenti egoistici attraverso la manipolazione basata sul fascino (apparente disponibilità, modalità accattivanti, ...