Come funziona la NASpI nel 2025?

Domanda di: Davide Ferrara  |  Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2026
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La NASpI 2025 è l'indennità di disoccupazione per lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Confermato il calcolo al 75% della retribuzione media, con un massimale mensile di €1.562,82 nel 2025. Le principali novità includono una stretta sui requisiti in caso di dimissioni seguite da nuova assunzione e licenziamento, richiedendo 13 settimane di contribuzione nel nuovo impiego.

Cosa cambia con la NASpI nel 2025?

Nel 2025, le principali novità della NASpI riguardano un inasprimento dei requisiti per chi si dimette volontariamente per poi essere assunto e licenziato (serve almeno 13 settimane di contributi nel nuovo lavoro), mentre durata e importo rimangono simili alle regole precedenti, con un massimale mensile di 1.562,82 € e decrescita del 3% dopo 5/8 mesi a seconda dell'età, mantenendo i requisiti di perdita involontaria del lavoro e contributi negli ultimi 4 anni.

Quanti anni bisogna lavorare per avere 2 anni di NASpI?

Per avere 2 anni (24 mesi) di NASpI, devi aver accumulato almeno 48 settimane di contributi (24 mesi x 2) nei 4 anni precedenti la disoccupazione involontaria, poiché la durata è pari alla metà delle settimane lavorate, ma non può superare i 24 mesi; devi anche avere almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni e aver perso il lavoro involontariamente.

Come funziona la nuova NASpI?

Le nuove regole NASpI introdotte principalmente nel 2025 riguardano un nuovo requisito contributivo per chi si dimette volontariamente e viene poi licenziato (servono almeno 13 settimane nel nuovo rapporto lavorativo), oltre a confermare calcolo, durata e decadenza, con aggiornamenti dei massimali per il 2025 e 2026, e l'obbligo di dichiarare i redditi presunti entro il 31 gennaio.

Chi ha diritto alla NASpI e quanto dura?

La NASpI ha una durata pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni e, in generale, non supera i 24 mesi: la durata della disoccupazione che spetta ai lavoratori, infatti, è legata principalmente ai contributi versati da ciascuno e non può superare i due anni.

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