Come funziona l'esecuzione forzata dell'Agenzia delle Entrate?

Domanda di: Ing. Ninfa Bianco  |  Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2026
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L'esecuzione forzata dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione è una procedura di espropriazione dei beni del debitore (somme, beni mobili/immobili, stipendi) avviata dopo il mancato pagamento di cartelle esattoriali o accertamenti esecutivi. Preceduta da un'intimazione di pagamento, consente il pignoramento se il debito non è saldato entro 5 giorni.

Cosa significa esecuzione forzata da parte dell'Agenzia delle Entrate?

L'esecuzione forzata dell'Agenzia delle Entrate è prevista per il recupero dei crediti fiscali non versati. Le cause principali sono il mancato pagamento di imposte dirette o indirette, come IVA, IRPEF, IRES, o contributi previdenziali.

Quanto tempo passa dall'intimazione di pagamento all'esecuzione forzata?

Dalla data di notifica dell'avviso di intimazione il debitore ha 5 giorni di tempo per effettuare il versamento di quanto dovuto.

Quanti soldi può pignorare l'Agenzia delle Entrate?

Se sul conto vengono accreditati stipendi o pensioni, la legge prevede una soglia di impignorabilità. Se la somma è già stata accreditata prima del pignoramento, è impignorabile fino all'ammontare di una volta e mezza l'assegno sociale (circa 754 euro nel 2024). L'eccedenza può essere pignorata fino a un quinto.

Quali sono i tempi per l'esecuzione forzata?

La legge stabilisce che il creditore può avviare il pignoramento solo dopo 10 giorni dalla notifica dell'atto di precetto, a meno che il titolo esecutivo preveda un'esecuzione immediata. 📌 Dopo la scadenza dei 10 giorni, il creditore ha fino a 90 giorni per iniziare il pignoramento.

Pignoramento: il trucco usato per salvare il conto corrente | avv. Angelo Greco