Domanda di: Pietro Sorrentino | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2026 Valutazione: 4.7/5
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Per gestire i "no" dei bambini, mantieni la calma, offri alternative (es. "mela o banana?"), dai spiegazioni chiare ma brevi, stabilisci limiti sicuri e non negoziabili, e valida le loro emozioni riconoscendole, trasformando il "no" in un'opportunità di dialogo e crescita.
Nominava degli oggetti, una persona, una situazione ben precisa. Ma fra i 18 mesi e i 2 anni il famigerato "no" segna l'accesso del tuo bambino alla funzione simbolica del linguaggio: ora comprende il concetto di negazione.
Molto semplicemente i bambini crescono e, attraverso la negazione e l'opposizione, riescono a imporre la loro personalità e a dar vita - lentamente - alla loro peculiare identità. Dire di no significa diventare "altro", un essere umano distinto dagli altri e capace di imporre la propria volontà.
Non esiste un'età precisa in cui si debba iniziare il controllo dei nei perché questo dipende da caso a caso. Tutti i bambini dovrebbero comunque essere valutati per la presenza di nevi congeniti al momento della nascita e, per i nei acquisiti, poco prima della pubertà per l'eventuale asportazione di nei a rischio.
Il nevo congenito è un neo pigmentato benigno presente già alla nascita o che si sviluppa entro il secondo anno di vita. Si tratta di una malformazione cutanea determinata da una proliferazione anomala dei melanociti, le cellule che producono melanina, il pigmento responsabile del colore della pelle.