Paludi, delta di fiumi, zone costiere vengono bonificate per recuperare vaste aree che possono essere così destinate all'agricoltura o a nuovi insediamenti urbani. La bonifica idraulica si realizza di solito per mezzo di pompe che prelevano l'acqua e la scaricano in un bacino da cui può defluire naturalmente.
Il 20 giugno 1912 (Nitti-Sacchi n. 712) si decideva un maggiore impegno per il sud Italia e più attenzione per i bacini imbriferi. Ettore Sacchi inaugurava il principio e il termine della "Bonifica Integrale" che prevedeva l'obbligo, dopo l'esecuzione delle opere idriche, di recuperare i terreni all'agricoltura.
Cosa fece Benito Mussolini per bonificare le paludi dell Agro Pontino?
Durante una sua visita presso l'area di bonifica nel 1932, Mussolini annuncia anche il progetto per la fondazione di una nuova città da edificarsi in luogo della ex palude: sarebbe stata di lì a poco battezzata con il nome di Littoria (l'attuale Latina).
Attraverso la colonizzazione, con l'insediamento dei “coloni”, della pianura padana intrapresa da Paolo Emilio Lepido, il costruttore della “via Emilia” che da Rimini giunge a Piacenza inizia in Italia la vera e propria epopea della bonifica.
La bonifica delle paludi ha un duplice obiettivo: rimuovere l'acqua in modo da consentire la coltivazione di zone che altrimenti non sarebbero utilizzabili da un punto di vista economico; eliminare malattie come la malaria che è provocata dalla puntura di una zanzara che vive nelle zone paludose.