Dal 13 gennaio 1999 ai lati della targa sono state introdotte due bande blu: in quella di sinistra sono presenti in colore giallo le 12 stelle degli stati fondatori dell'Unione Europea e in colore bianco la lettera “I” che contraddistingue le targhe italiane.
Così, a inizio Novecento le targhe italiane iniziarono ad essere composte da cinque numeri: i primi due, solitamente in rosso, simboleggiavano la provincia di provenienza mentre i restanti tre identificano il numero di immatricolazione dell'autovettura assegnato dalla prefettura.
Cosa significano le prime due lettere della targa?
Di solito la sigla corrisponde alle prime due lettere del nome del capoluogo di provincia, oppure, se la sigla è già usata da un'altra provincia, alla prima lettera e a una delle successive; ci sono però alcune eccezioni.
La numerazione e assegnazione delle targhe è interamente gestita dalla Motorizzazione Civile e per ogni auto libera di circolare sul territorio nazionale, viene assegnata una targa. In questo modo tutti gli autoveicoli possono essere facilmente identificati.
Le targhe attuali hanno forma quadrata (142 × 122 mm) e sfondo bianco, con una combinazione di sei caratteri neri (20 lettere e 8 numeri) disposti su due righe da tre caratteri ciascuna; i caratteri 0, 1, A, E, I, O, Q, U, non vengono utilizzati.