Domanda di: Dr. Luce Greco | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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L'alternarsi delle stagioni è dovuto alla combinazione di due fattori: il moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole, e l'inclinazione dell'asse terrestre sul piano dell'orbita, pari a 23°27' (considerando l'inclinazione rispetto alla perpendicolare del piano dell'orbita).
La differenza di temperatura è dovuta all'inclinazione della Terra rispetto ai raggi solari che varia durante l'orbita ellittica del pianeta intorno al Sole. Ciò muta l'incidenza dei raggi sulla superficie terrestre variandone quindi la temperatura.
Nell'emisfero settentrionale, la primavera inizia con l'equinozio di primavera (circa il 20 marzo), l'estate con il solstizio d'estate (circa il 21 giugno), l'autunno con l'equinozio d'autunno (circa il 22 settembre) e l'inverno con il solstizio d'inverno (circa il 21 dicembre).
Il succedersi delle stagioni è dovuto invece all'inclinazione del nostro pianeta rispetto ai raggi solari. Il 21 giugno, con il solstizio d'estate, nell'emisfero settentrionale i raggi solari arrivano con la maggior forza e la minor inclinazione, e le ore di luce sono le massime in tutto l'anno.
È nel giorno del solstizio d'inverno, infatti, che l'asse della Terra è così inclinato da raggiungere il punto più lontano dal sole: in questo giorno, infatti, vedremo la nostra stella nel punto più basso del cielo di tutto l'anno, quello con meno ore di luce.