L'aumento di auto elettriche usate è dovuto principalmente alla scadenza dei primi contratti di noleggio a lungo termine (3-4 anni), ai rapidi progressi tecnologici che rendono obsoleti i modelli più vecchi e alla necessità di aggiornare l'auto con batterie più performanti e maggiore autonomia. La svalutazione, talvolta rapida, spinge inoltre verso il ricambio.
Secondo dati recenti, si arriva a circa 5.000 passaggi di proprietà di veicoli elettrici al mese, cifra che pur restando modesta in termini assoluti – circa l'1% del totale delle trasferenze – segna comunque una svolta rispetto agli anni precedenti.
La normativa non è stata cancellata: tuttavia, ciò che sta cambiando è la configurazione generale del piano, che l'Europa si prepara a modificare in modo significativo. Il divieto definito nel 2023 stabiliva che solo i modelli considerati “a zero emissioni allo scarico” sarebbero rimasti sul mercato europeo dal 2035.
Sì, un'auto elettrica usata conviene se si considera il risparmio sul prezzo di acquisto, i minori costi di gestione (manutenzione, bollo, assicurazione in alcune regioni) e i vantaggi in città (ZTL, parcheggi), ma è cruciale controllare lo stato della batteria (salute, autonomia residua) e valutare l'evoluzione tecnologica (autonomia/ricarica) rispetto ai nuovi modelli. Offre un buon compromesso per tragitti urbani o quotidiani se si ha ricarica domestica, ma richiede ricerca attenta.
Questo deriva dal fatto che i veicoli elettrici hanno un numero di componenti nel gruppo “motore e cambio” inferiore del 70% rispetto alle controparti a combustione. Pezzi che, se non esistono, non sono quindi soggetti a usura.