La morte di Carlo Pisacane nel 1857 avvenne a Sanza durante la Spedizione di Sapri, e la causa è dibattuta: alcune fonti indicano il suicidio per non cadere nelle mani dei nemici, mentre altre riportano che fu probabilmente ferito mortalmente da un colpo di arma da fuoco (un colpo di pistola) sparato da un abitante locale, Sabino Laveglia, che lo colpì al fianco sinistro.
Secondo altre versioni Pisacane fu ucciso dai soldati borbonici, mentre secondo un altro diverso resoconto, Pisacane e Falcone, feriti gravemente e in procinto di essere uccisi, si suicidarono con le loro pistole; quelli scampati all'ira popolare furono poi processati nel gennaio del 1858: condannati a morte, furono ...
Per quanto riguarda la sorte di Pisacane non si giunse mai a comprendere se si suicidò, come sostennero alcuni, o fu ucciso, come scrissero altri. In ogni caso, morì a Sanza il 2 luglio 1857.
Pisacane op. cit.) La spedizione fallita ebbe in effetti il merito di riproporre all'opinione pubblica italiana la "questione napoletana", la liberazione cioè del Mezzogiorno italiano dal malgoverno borbonico che il politico inglese William Ewart Gladstone definiva «negazione di Dio eretta a sistema di governo».
Patriota (Napoli 1818 - Sanza 1857). Fu uno dei primi teorici del socialismo in Italia, e nel dibattito interno al movimento risorgimentale sostenne la priorità della questione sociale rispetto a quella politica. Partecipò alla prima guerra d'indipendenza (1848) e alla difesa della Repubblica romana (1849).