Domanda di: Sig. Domiziano Bianchi | Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2026 Valutazione: 4.6/5
(37 voti)
I serpenti non comunicano vocalmente, ma emettono un caratteristico suono sibilante, detto sibilo, prodotto espellendo forzatamente l'aria dalla glottide per spaventare i predatori o segnalare pericolo. Oltre al sibilo, comunicano tramite il linguaggio del corpo (formando una "S" prima di attaccare) e utilizzano la lingua biforcuta per "annusare" l'ambiente, captando molecole olfattive.
A differenza di molti animali, i serpenti non emettono versi vocali, ma comunicano attraverso il sibilo. Questo suono è prodotto quando l'aria viene espulsa con forza dalla glottide sotto pressione. Il sibilo può servire a intimorire i predatori o come segnale di pericolo.
Nei film il serpentese è descritto come un linguaggio pieno di suoni sibilanti con fonemi facilmente distinguibili creati dal dottor Francis Nolan (come elencato nei titoli di coda di Harry Potter e i Doni della Morte). Nei romanzi , viene descritto solo come un lieve sibilo, che i non Rettilofoni in genere non notano.
Tutti i serpenti hanno quindi la possibilità di sibilare, ma questa caratteristica sarà più frequentemente utilizzata dalle specie velenose rispetto alle specie di serpenti costrittori. I serpenti di grossa taglia, come le anaconde, invece, sfruttano la loro massa corporea come deterrente, non sibilando spesso.
Come si chiama il movimento della lingua del serpente?
La lingua biforcuta: un "naso" speciale per i serpenti
È ricoperta da una membrana mucosa umida che aiuta a raccogliere le particelle chimiche dall'ambiente. La biforcazione crea due punte separate, chiamate rebbi, proprio come quelli della forchetta, che possono muoversi indipendentemente.