Come possiamo definire i segni?

Domanda di: Dott. Luce Ricci  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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segno Fatto, manifestazione, fenomeno da cui si possono trarre indizi, deduzioni, conoscenze ecc. Qualsiasi oggetto o più spesso figura che sia convenzionalmente assunta come espressione e rappresentazione di un'altra cosa, più astratta, con cui abbia una connessione ontologica o semplicemente analogica.

Che cosa sono i segni nella comunicazione?

I segni sono gli elementi minimi della comunicazione, per mezzo dei quali si possono trasmettere dei messaggi. I segni si distinguono in: visivi, acustici, gustativi, tattili e olfattivi.

Cosa si intende per segno in semiotica?

In semiotica, il segno è definito "qualcosa che sta per qualcos'altro, a qualcuno in qualche modo". È considerato una unità discreta di significato: un sistema, composto da un segnale, una referenza e un referente, che rinvia ad un contenuto.

Cos'è il segno per Saussure?

De Saussure e la nozione di segno

Il segno è «un'entità psichica a due facce», un significante, l'immagine acustica, e un significato, il concetto. «Il segno linguistico unisce non una cosa a un nome, ma un concetto e un'immagine acustica». «Noi chiamiamo segno la combinazione del concetto e dell'immagine acustica».

Che differenza c'è tra segno è simbolo?

Il segno è quindi qualcosa di esperienziale mentre il simbolo è qualcosa di trascendente. Vi sono delle rappresentazioni simboliche molto complesse, in cui si intrecciano diversi livelli di significato e in cui possono anche realizzarsi dei processi di risignificazione di orizzonti simbolici.

Segno, significante e significato