Pisistrato prese il potere ad Atene instaurando una tirannide, attraverso tre tentativi principali tra il 561 e il 546 a.C. Sfruttò il sostegno popolare (i "diacri", la gente della collina) e, dopo essersi procurato false ferite per ottenere una guardia armata, occupò l'Acropoli con un colpo di stato.
Con l'aiuto di questa fazione il generale vittorioso, protestando di essere insidiato dai suoi nemici, ottenne dal popolo su proposta di Aristione una guardia di 50 uomini armati di randelli (κορυνηϕόροι). Con questi occupò l'Acropoli e assunse il potere supremo o, come dicevano i Greci, la tirannia.
Tiranno di Atene (600 circa - 528/27 a. C.). Protagonista della guerra contro Megara, si inserì nelle lotte politiche in corso ad Atene e, ottenuta una guardia armata, assunse il potere (560). Intorno al periodo 556-546 fu allontanato dalla città, ma poi, rientrato, vi regnò fino alla morte.
Che tipo di politica culturale promosse Atene Pisistrato?
All'estero fu promotore di una politica espansionistica, affermando il dominio di Atene sulle isole dell'Egeo e sull'Ellesponto, mentre all'interno della penisola greca coltivò buone relazioni con i Tessali e Corinto, senza incrinare quelle con gli Argivi e i Beoti.
Mitologia. Diventa un amico intimo di Telemaco, il figlio di Odisseo, ed è il primo ad accoglierlo quando giunge alla reggia accompagnato da Mentore, sotto le cui spoglie si celava la Dea Atena. Serio e giudizioso, è ancora celibe.