Una persona con disturbo borderline di personalità (DBP) punisce spesso attraverso comportamenti passivo-aggressivi, in particolare il silenzio punitivo (silent treatment), manipolazioni emotive, ritorsioni e minacce per evitare l'abbandono o esprimere rabbia. Queste azioni mirano a controllare il partner, facendolo sentire in colpa, inadeguato o angosciato, spesso in risposta a una percezione di rifiuto.
L'aspetto più evidente e preoccupante della personalità borderline è che presenta sintomi potenzialmente dannosi per il soggetto (abbuffate, uso e abuso di sostanze, guida spericolata, sessualità promiscua, autolesionismo, condotte antisociali, tentativi di suicidio, ecc.).
Per farsi rispettare e far capire al partner come ci si sente, è importante: Stabilire confini chiari e coerenti – Definire ciò che è accettabile e ciò che non lo è, comunicandolo con fermezza ma senza aggressività. Ad esempio: “Quando alzi la voce, mi sento a disagio. Vorrei che ne parlassimo in modo più calmo.”
Inoltre il BPD -come nel caso dei pazienti affetti da disturbo di personalità assimilabile al gruppo delle personalità drammatiche- attua comportamenti manipolatori per evitare l'abbandono o per attirare l'attenzione o suscitare compassione nel suo “salvatore”.
All'ideazione paranoide nel disturbo borderline, in particolari periodi di stress, si possono talvolta aggiungere anche sintomi dissociativi, come la depersonalizzazione e la derealizzazione. Alcune persone sviluppano sintomi simil-psicotici, come il delirio con idee di riferimento e distorsioni dell'immagine corporea.