Come può un datore di lavoro controllare a distanza i lavoratori in smart working?
Domanda di: Fatima Pellegrino | Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2026Valutazione: 5/5 (7 voti)
Il datore di lavoro può controllare a distanza i lavoratori in smart working principalmente attraverso strumenti forniti dall'azienda (PC, smartphone, VPN), focalizzandosi sulla produttività e la sicurezza dei dati, purché informi preventivamente il dipendente. I controlli, nel rispetto dell'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori e della privacy (GDPR), devono essere proporzionati, necessari e non invasivi.
Il lavoro a distanza può essere monitorato dal datore di lavoro?
Ora, non vi è più un esplicito divieto di controllo a distanza della prestazione lavorativa.
Chi controlla lo smart working?
Il datore di lavoro può adottare forme di controllo che riguardano non solo gli strumenti di lavoro, le quali presuppongono in ogni caso un'adeguata informativa e una policy interna che ne disciplini l'utilizzo, bensì altri aspetti riconducibili all'attività lavorativa, regolamentandoli nell'accordo individuale.
Quali sono gli obblighi di un datore di lavoro nei confronti di un lavoratore in smart working?
Poiché il lavoro agile è inteso come un'attività lavorativa resa al di fuori del consueto posto di lavoro, il datore di lavoro (DDL) è obbligato a garantire al lavoratore la tutela della salute e sicurezza ai sensi del D. lgs 81/08 proprio come se il lavoratore si trovasse nei locali aziendali.
Come può il datore di lavoro monitorare i dipendenti in smart working?
Quali strumenti posso usare per il controllo dell'orario in smart working? È possibile utilizzare software e app per la rilevazione delle presenze, come Factorial, che permettono ai dipendenti di timbrare il cartellino digitale da smartphone o PC, conteggiare ore lavorate, ferie, permessi e straordinari.
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