Domanda di: Monia Ferrara | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2023 Valutazione: 4.7/5
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verbi aspettuali: sono soprattutto stare e stare per, mettersi a, smettere di, accingersi a, prendere a, i quali indicano che qualcosa “è in corso” o “sta per cominciare” o “è appena cominciato”, “sta per finire” o “è appena finito”.
I verbi fraseologici sono verbi (come mettersi, stare, andare, cominciare, continuare, finire) che, combinati con un altro verbo di modo non finito (il verbo lessicale o nucleare) con l'interposizione di una preposizione (a, di, per, da), ne precisano una particolare modalità tempo-aspettuale (➔ aspetto).
⇒ ho fatto mangiare i bambini; ⇒ ho fatto mangiare le verdure ai bambini. In queste due frasi il soggetto grammaticale (io) del verbo causativo mette in moto l'azione che verrà poi compiuta dal soggetto logico (i bambini: sono “i bambini” che compiono l'azione del “mangiare”).
I verbi servili per eccellenza sono "potere", "dovere" e "volere": accompagnano un altro verbo all'infinito e ne aggiungono una sfumatura di significato (possibilità/permesso, obbligo/necessità, volontà/intenzione). Ecco alcuni esempi: Vorrei andare al cinema con gli amici: aggiungo l'idea di desiderio e di intenzione.
Sono detti causativi quei verbi che esprimono un'idea generale di «causare, produrre, indurre» (fare), o «permettere» (lasciare) e che sono seguiti da un infinito.