Domanda di: Claudia Martini | Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2026 Valutazione: 4.5/5
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Il vero Grana Padano DOP si riconosce dalla crosta, che riporta il marchio a fuoco con le caratteristiche losanghe tratteggiate con la scritta "GRANA" e "PADANO" ripetuta in continuo sullo scalzo. Sulla forma sono impressi anche il quadrifoglio con la sigla della provincia e matricola del produttore e la scritta “Garantito dal MIPAAF”.
La “Denominazione di Origine Protetta” (DOP) è così legittima. Senza questo marchio il formaggio non può essere né denominato né commercializzato come “Grana Padano”, anche nelle confezioni porzionate o grattugiate. Il marchio “GRANA PADANO” è stato ideato e brevettato dal Consorzio di tutela omonimo.
Nel Grana Padano c'è il lisozima, una proteina naturale estratta dall'albume d'uovo, usato come conservante per controllare i batteri indesiderati (soprattutto Clostridium tyrobutyricum) che causano difetti come il gonfiore durante la stagionatura, differenziandosi dal Parmigiano Reggiano che non ne fa uso. Questo enzima è presente in piccole quantità, ma deve essere dichiarato in etichetta per i soggetti allergici alle uova, sebbene le reazioni siano rare.
Grana Padano Riserva Giovanni Ferrari ha superato brillantemente il confronto con gli altri competitors e, come punteggio complessivo, supera anche quello delle referenze di Parmigiano Reggiano prese in esame dalla rivista.
Il Parmigiano Reggiano non fa male al fegato. Come tutti i formaggi, però, è un alimento che contiene anche una percentuale di grassi e va quindi consumato con moderazione, al fine di preservare la salute di questo organo vitale.