Domanda di: Samuel D'amico | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2026 Valutazione: 4.4/5
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La puntura della zanzara West Nile (solitamente Culex pipiens) non presenta caratteristiche visibili peculiari; appare come un normale ponfo arrossato, gonfio e pruriginoso. Il contagio si riconosce solo dai sintomi sistemici post-puntura, che compaiono dopo 3-14 giorni: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, vomito o sfoghi cutanei.
La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei.
La zanzara West Nile non presenta tratti morfologici evidenti che la distinguono dalle altre zanzare comuni, ma è noto che il vettore principale in Italia è la Culex pipiens. Questa specie punge prevalentemente nelle ore serali e notturne, e prolifera in ambienti umidi, stagnanti e scarsamente igienizzati.
La zanzara che trasmette il virus West Nile (WNV) è la nostra comune zanzara notturna, che punge dal tramonto all'alba (Culex spp) e che compie i suoi pasti di sangue indistintamente su uccelli e mammiferi.
Dopo una puntura di zanzara, i segni dell'infezione si manifestano con: Aumento di arrossamento, gonfiore o dolore; Presenza di materiale purulento (pus) intorno o all'interno dell'area lesa; Gonfiore dei linfonodi (piccole ghiandole che fanno parte del sistema immunitario);