Domanda di: Marco Mariani | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Nell'analisi del periodo, si definiscono proposizioni completive alcune proposizioni ➔subordinate che all'interno del periodo completano il significato del verbo, facendo le funzioni, per così dire, del suo soggetto o del suo complemento oggetto. Questo sarebbe giusto: aiutare i più sfortunati.
Per distinguerle è bene prestare attenzione al contesto, in quanto la reggente senza la completiva volitiva non ha senso, poiché la completiva volitiva ha lo scopo di completarne il significato; la finale indica invece il fine dell'azione nella reggente.
Il termine completivo riflette la proprietà che hanno queste subordinate di 'completare' il predicato della frase reggente, ossia di saturarne le valenze sintattico-semantiche costituendo un argomento (➔ argomenti): sono pertanto chiamate anche argomentali.
Evita dunque, se puoi, di tradurre ut completivo con "in modo che", "così che" o simili. In italiano alcune di queste completive si traducono con l'indicativo, altre con il congiuntivo. Non esiste una regola precisa, perché molto è affidato alla sensibilità linguistica di chi traduce.
tutte e le subordinate prendono il grado (il numero) a seconda della posizione in cui si trovano rispetto a lei ! Possiamo dire che c'è un ordine gerarchico tra le subordinate, inoltre ogni subordinata può essere reggente di un'altra subordinata e così via...