Domanda di: Ing. Moreno Barbieri | Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2026 Valutazione: 4.6/5
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Puoi rifiutare un cambio di orario di lavoro, specialmente nel part-time, perché la legge (D. Lgs. 81/2015, art. 6) stabilisce che il rifiuto non è un giustificato motivo di licenziamento, richiedendo un accordo scritto. Tuttavia, il datore può licenziare per giustificato motivo oggettivo se dimostra esigenze aziendali insuperabili e che il rifiuto impedisce la continuazione del rapporto, ma deve provare queste motivazioni in giudizio. È fondamentale verificare il contratto (clausole elastiche) e consultare un sindacato in caso di controversia.
Recentemente, una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che il rifiuto di un dipendente a modificare il proprio orario di lavoro può legittimare il licenziamento.
Il datore di lavoro può modificare i turni, ma solo per effettive esigenze organizzative e con preavviso adeguato. Nei contratti part-time le modifiche devono rispettare quanto pattuito, salvo l'applicazione delle clausole elastiche. Va sempre garantito il riposo settimanale minimo di 35 ore.
La normativa italiana sul lavoro a turni, basata sul D.Lgs. 66/2003 e la Direttiva UE 2003/88/CE, stabilisce limiti di orario (media 48h settimanali), riposi minimi (11 ore consecutive tra turni, più riposo settimanale), pause (minimo 10 min per turni > 6h) e tutela per i notturni, con i Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) che definiscono i dettagli specifici, come il preavviso dei turni (almeno 24h), spesso richiesto dalla giurisprudenza.
Grazie mille per l'offerta per [nome della posizione] presso [nome dell'azienda]. Dopo un'attenta valutazione, ho deciso di rifiutare l'offerta. Il motivo è che recentemente mi è stata offerta un'opportunità di lavoro che si adatta meglio al mio attuale percorso professionale.