Quando usare se avessi e quando se avrei “Se avrei” è scorretto soltanto quando la particella “se” serve per costruire un periodo ipotetico: in quel caso, l'unica espressione consentita dalla lingua italiana è “se avessi”, con il congiuntivo.
Un esempio. "Nonostante abbia studiato molto sono stato bocciato". Meglio è scrivere: "Nonostante avessi studiato molto sono stato bocciato". Perché prima si studia e poi si affronta un esame e un'eventuale bocciatura.
Quando si usa il congiuntivo presente e imperfetto?
Proprio per la carica epistemica (comunque tu non ci sei), dunque, qui anche l'imperfetto congiuntivo è corretto, e anzi preferibile: «è come (se) tu ci fossi», «sarà come (se) tu ci fossi».
se la frase in questione parla di un evento concreto, al se deve seguire l'indicativo: “se piove, mi metto a scrivere” al contrario, se una frase esprime solo una possibilità o peggio ancora un evento quasi irrealizzabile, allora dovrai usare il congiuntivo: “se vendessi un miliardo di copie, mi ritirerei a vita”
Il congiuntivo passato si costruisce con gli ausiliari essere o avere al presente congiuntivo + participio passato. Esempio: io sia partito, io abbia giocato. Il congiuntivo trapassato si costruisce con gli ausiliari essere o avere all'imperfetto congiuntivo + participio passato.