La lievitazione è una reazione chimica che libera anidride carbonica, che fa gonfiare l'impasto. Ad attivare questa reazione sono i lieviti, gruppi di funghi che si nutrono del glucosio presente negli amidi della farina e lo trasformano in anidride carbonica e alcol etilico.
Se vi accorgete che la temperatura dell'ambiente in cui l'impasto ha lievitato è troppo bassa potete riporlo in un luogo più caldo (come il forno) e adagiare vicino un pentolino con dell'acqua bollente che non dovrà mai venire a contatto con l'impasto.
sopra i 6° C il lievito inizia a produrre anidride carbonica ma è solo a temperature comprese tra i i 24 ed i 32 ° C che il processo assume rilevanza nella lievitazione del pane o del dolce, poiché il tempo impiegato per ottenere una “buona” lievitazione (del pane) è quello desiderabile di 1-2 ore dall'impasto.
Per correre ai ripari, è preferibile riporre l'impasto nel forno spento con la luce accesa o, se già lo era, aggiungere un pentolino con acqua bollente per alzare la temperatura, o ancora coprire la ciotola con una coperta che favorisca la produzione di calore.
Deve aggirarsi sui 28°; ad una temperatura più fredda il lievito non si attiva, ad una superiore il lievito muore subito. Dei liquidi. Se usi ad esempio il lievito di birra fresco, questo va sciolto in parte del liquido nella ricetta. Questo deve essere leggermente intiepidito, non freddo e non bollente.