Come si chiama il becchino a Napoli?

Domanda di: Loretta Giuliani  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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In lingua napoletana "schiattamuorto" è il termine che indica il becchino, e spesso porta con se una valenza non sempre positiva. Nella cultura napoletana, per tradizione, ha la "nomea", ossia ha la fama, di portatore di iella, di malasorte.

Perché i becchini si chiama così?

La parola becchino identifica chi lavora per una agenzia di onoranze funebri. L'origine di questa parola deriva dalla natura. In biologia infatti vengono definiti becchini alcuni particolari insetti coleotteri che seppelliscono le carogne dei topi e di altri piccoli animali per poi deporvi le uova.

Come si chiamano i becchini oggi?

Oggi, il becchino viene denominato necroforo, non è più sua competenza certificare la morte perché queste pratiche vengono svolte dai medici o infermieri delle ASL, ma ha ancora il forte valore pratico e simbolico di colui che si occupa del defunto nel suo ultimo viaggio.

Come si chiama il becchino in italiano?

[chi fa il mestiere di seppellire i morti] ≈ (spreg.) beccamorti, (lett.) fossore, necroforo, (non com.) seppellitore, (roman.)

Come si chiama l'addetto ai funerali?

Il necroforo o becchino, è la persona che si occupa di tutte quelle pratiche da sbrigare quando vi è un decesso. Svariate sono le sue mansioni: può occuparsi delle procedure di vestizione del defunto, del trasporto (il portantino funebre), del seppellimento, o eventualmente della cremazione, ecc.

Docufilm "Alfio: A spasso con la morte" Pt.2