Deriva infatti dal cosiddetto "cappello all'Ernani", chiamato così dal copricapo tondo e con la penna indossato dal protagonista dell'omonima opera lirica di Giuseppe Verdi (1844), che narra di un montanaro ribelle che si oppone alla tirannia spagnola.
“In origine era una bombetta alla calabrese di feltro nero – racconta il tenente colonnello Mario Renna - che sul lato sinistro portava una coccarda di lana su cui era innestata una penna di corvo, un po' inclinata all'indietro. La penna diventa subito la bandiera degli Alpini, come recita una famosa canzone.
La Penna Aquila Ordinanza è la penna da cappello degli Alpini più classica, detta anche “ginnica”. Rispetto a quella di corvo, che solitamente fornisce l'Esercito Italiano, quella d'aquila è infinitamente più elastica e resistente agli urti.
In tempi di lotta contro la tirannia, un montanaro ribelle, Ernani, indossava un copricapo tondo ornato da una penna. Da allora, questo copricapo è diventato il simbolo dei soldati alpini italiani e portoghesi. La penna sulla testa degli Alpini significa forza e resistenza contro le avversità e fierezza per la patria.
I distintivi di grado sul cappello alpino i gradi sono portati sul lato sinistro, in corrispondenza della penna e della nappina, sotto forma di galloni. Insomma, un occhio allenato può capire da dove viene un alpino solo guardandogli il cappello.