La cucina militare, intesa come il pasto fornito alle truppe, è comunemente definita rancio. In contesti operativi o di emergenza, si parla più specificamente di razione da campo o razione viveri da combattimento (come la nota Razione K italiana), un kit preconfezionato per l'autosufficienza.
La “K” non è altro che l'iniziale del fisiologo che ne curò la standardizzazione, tale Ancel Keys, e nel tempo il termine è diventato sinonimo di razioni militari pronte all'uso. Oggi, nell'uso comune in Italia – ma anche all'estero – “Razione K” indica in generale il pacco viveri giornaliero del militare.
In Italia. Le razioni K si sono largamente diffuse e sono usate anche dall'Esercito Italiano, a partire dal 1952. La razione si presenta come un sacchetto sottovuoto verde scuro, contrassegnato da diversi colori, per stabilirne le differenti versioni, in cui cambiano gli alimenti.
Razione da campo. Una razione da campo o da combattimento è un pasto confezionato che può essere facilmente preparato e che viene consumato dalle truppe in guerra.
Il Sous Chef è lo chef in seconda, il braccio destro dell'Executive Chef o dell'Head Chef, che sostituisce quando sono assenti. Il Sous Chef organizza e dirige le preparazioni, distribuisce i compiti agli chef che dipendono da lui e svolge compiti di amministrazione della cucina.