Domanda di: Ing. Marcella Negri | Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2026 Valutazione: 4.1/5
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La sindrome legata alla solitudine e all'isolamento sociale, in particolare tra i giovani, è comunemente chiamata Hikikomori. Si tratta di un fenomeno di auto-esclusione dalla società, con ritiro in casa e spesso nella propria stanza per lunghi periodi (almeno 6 mesi). Altre condizioni includono l'Autofobia (paura della solitudine) e l'Anuptafobia (paura di rimanere single).
Come si chiama una persona che soffre di solitudine?
L'anuptafobia non è una forma d'ansia riconosciuta dai manuali, pertanto non si può parlare di veri e propri sintomi, piuttosto di elementi che la costituiscono o forme in cui si manifesta. Le persone che soffrono di anuptafobia, in particolare, possono sperimentare: ansia anche apparentemente ingiustificata.
La "Sindrome di Bridget Jones", scientificamente nota come anuptafobia, è la paura persistente e irrazionale di rimanere single, di non trovare un partner sentimentale, che spinge a comportamenti compulsivi come cercare ossessivamente una relazione, anche a costo di rimanere in relazioni tossiche pur di non affrontare la solitudine, e può portare ad ansia, bassa autostima e depressione, influenzata da pressioni sociali e culturali.
Con il termine hikikomori si tende a descrivere una particolare sindrome che colpisce giovani e giovanissimi. “Stare in disparte, isolarsi” è il significato della parola hikikomori, termine giapponese che deriva dal verbo hiku (tirare indietro) e komoru (ritirarsi) (Moretti, 2010).
Anuptafobia è il termine che viene utilizzato per descrivere la paura persistente e irrazionale di rimanere single e di non avere relazioni di coppia. La parola anuptafobia ha una derivazione greca e latina.