Domanda di: Ing. Cesidia Villa | Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2026 Valutazione: 4.5/5
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Prendere l'ostia consacrata durante la messa si chiama fare la Comunione o ricevere l'Eucaristia. Questo atto rappresenta il momento in cui il fedele accoglie il corpo di Gesù Cristo, e può avvenire sia sulla lingua che sulla mano, nel rispetto delle norme liturgiche.
Ricevendo il Corpo del Signore il fedele risponde dicendo “Amen” e fa un inchino con il capo in segno di rispetto. Non si prende l'Ostia dalle mani del sacerdote ma la si riceve sul palmo della mano. L'Ostia non si stringe tra le mani e non si spezza per nessun motivo prima di ingerirla.
Quando ci si accosta a questo sacramento, si dice abitualmente di «ricevere la Comunione», di «fare la Comunione»: significa che, grazie al Pane consacrato, entriamo in intima unione con il Signore Gesù, diventiamo una cosa sola con Lui, riceviamo in noi la sua vita divina.
La “consacrazione” nella Messa fa riferimento al momento centrale nel quale il pane e il vino, con le parole di Cristo pronunciate dal sacerdote e con l'invocazione dello Spirito Santo, si convertono nel Corpo e nel Sangue di Cristo.
Il mandato di distribuire la comunione affidato ad un laico rimane un ministero straordinario, poiché gli unici ministri ordinari della distribuzione della comunione sono il vescovo, i presbiteri e i diaconi (mentre i ministri della presidenza della liturgia eucaristica sono soltanto il vescovo e i presbiteri).